EPPURE C'E' QUALCOSA CHE NON VA...

In questo momento mi sto rivolgendo a te. Proprio a te che hai iniziato a chiederti parecchie cose. Il mondo là fuori sembra impazzire ma non sai spiegartene il motivo. Nessuno si fida più dell'altro. I soldi non bastano mai. Più oggetti abbiamo, più grandi sono le nostre case, più vuoti ci sentiamo.

Alla televisione, i giornalisti, dicono che sia normale. Dicono che le guerre, la fame, la distruzione, la repressione, il dominio, il dolore, siano inevitabili. L'umanità è stata plagiata e governata da un'élite da millenni. Ma adesso, improvvisamente, tu, come molti altri, hai un pensiero fisso che ti brucia tra le orecchie... Loro dicono che è normale, ma tu, nonostante le loro continue scuse, non smetti di ripeterti...

 

... Eppure c'è qualcosa che non va... 

NON SEI TU, SONO LORO

Il primo sentimento che sentirai leggendo queste informazioni, è un sentimento di rabbia e di ripulsione. Rabbia perché ti senti letteralmente preso per il culo. Di ripulsione, perché la tua mente ti continuerà a ripetere che è impossibile, è impossibile che tutto questo stava accadendo sotto i tuoi occhi e tu non te ne sia accorto, non sei così stupido.

Devi capire che nessuno di noi se ne era accorto fino a qualche anno fa, NESSUNO. L'Illusione è stata creata ad hoc ed è totale, cioè comprende tutti i campi, Politica, Religione, Istruzione, Economia, Informazione. E' più che normale che tu non te ne sia accorto. Ti chiedo solo di non prendere queste informazioni con l'arroganza di sentirti troppo intelligente per essere stato sfruttato spudoratamente, perché è esattamente così. L'umanità intera è stata sfruttata da una piccolissima nicchia di persone. Ora che lo sappiamo, invece di accusarci l'un l'altro, cerchiamo di sfruttare queste informazioni per migliorare questa realtà tutti insieme. L'errore non deve essere qualcosa di cui vergognarsi, anzi dovrebbe essere festeggiato, in quanto, una volta trovato l'errore, si può rimediare e quindi crescere e migliorare.

L'ILLUSIONE DEI CINQUE SENSI

 

 

E’ tutta un’illusione. Senza che te ne accorgessi, sei nato in un paese dov’è stato necessario fissare delle "norme", ossia ciò che è considerato giusto o sbagliato, possibile o impossibile, sano o insano, buono o cattivo. La maggior parte delle persone rispettano e seguono alla cieca quelle “norme” senza discutere a causa della loro mentalità da pecore, che da almeno qualche millennio prevale sulla mente umana collettiva. In secondo luogo, è stata resa molto spiacevole la vita a coloro che sfidano le "norme". Il modo più efficace di fare si che tutti si attingano alle stesse “leggi”, in effetti, sta nel trasformare la diversità in un crimine.

Così quelli che seguono un'altra campana o danno voce ad un'opinione diversa, ad una diversa versione dalla "verità" e ad un diverso stile di vita si configurano come pecore nere all'interno del gregge umano. Una volta condizionato quel gregge, appunto, ad accettare quelle norme della realtà, con arroganza ed ignoranza vengono ridicolizzati e condannati quelli che hanno una visione diversa della vita. Ciò spinge questi ultimi a conformarsi e serve da monito per tutti gli altri che, all'interno del gregge, pensano di ribellarsi. Tutto questo crea una situazione per cui pochi potrebbero facilmente controllare le masse, i cui membri si sorvegliano e si controllano a vicenda. Le pecore diventano il cane pastore per il resto del gregge. Difatti, la paura che nutri e che ti blocca all’interno del recinto è ciò che può pensare tua madre, tuo padre, i tuoi amici o colleghi di lavoro. Persone condizionate dallo stesso sistema.

Ognuno riveste un ruolo preciso per l'imprigionamento mentale, emotivo e fisico di qualcun altro. Questo malessere generalizzato esiste poiché tutti noi agiamo come agiamo in risposta alla paura e non all’Amore. Chiariamo subito, per Amore non intendo quel sentimento immaturo e primordiale tra uomo e donna. Per Amore intendo la Perfezione, il congiungimento alla Fonte Creatrice del Tutto. L’Amore è la Fonte stessa e siamo noi. L’Amore è tutto. E’ ciò che per molti ha preso il nome di Dio (nulla a che fare con il culto pagano chiamato Cristianesimo). L’essere umano dovrebbe agire, pensare, vivere, riflettendosi su questo Amore e invece lo fa in risposta della paura.

Quanta gente si è diplomata o addirittura laureata per amore dello studio, per la passione della cultura, del conoscere il mondo che ci circonda? E quanta invece lo ha fatto per paura di non potersi realizzare nella vita? Solo perché se non si era in possesso di tale certificato non si poteva partecipare a quel concorso o a candidarsi per una certa facoltà? Eppure nella Storia ci sono centinaia di persone che hanno cambiato il nostro mondo con opere d’arte o idee rivoluzionarie senza avere particolari titoli di studi. Finiti gli anni dello studio, si entra nel mondo del lavoro. E qui mi ritrovo a porti la stessa domanda. Quanta gente fa il lavoro che fa per amore della professione? E quanta invece lo fa per paura di non arrivare a fine mese? Pensa che tristezza, una persona si spacca la schiena sui libri per raggiungere uno scopo e poi, ad un passo dalla realizzazione del suo sogno, va a fare un lavoro sottopagato, che in realtà odia, solo per paura che, senza di esso, non possa vivere. Renditene conto, fin dalla tua nascita sei stato giudicato, controllato, intimorito. Infatti, questa privazione di libertà parte dai nostri genitori. Per educarti i tuoi genitori hanno usato due metodi;

- Il senso di colpa (Guarda cosa hai fatto! La mamma è molto triste)

- La paura (Se fai questo ti mollo un ceffone)

Tutti i genitori finiscono, prima o poi, su queste due strategie comportamentali che possono andare bene per i primissimi anni di formazione, se proprio non si riesce ad ottenere l’educazione basilare, ma che diventano assolutamente sbagliati e psicologicamente logoranti se protratte negli anni. Il padre è medico, il figlio che decide di fare l’attore o il cantante, o l’elettricista, si sente dire, “Se lo fai tuo padre morirà dal dispiacere” (Senso di colpa), “Se lo fai scordati di avere dei genitori” (Paura). Fermati un attimo a riflettere su quei casi estremi in cui i genitori obbligano i figli a sposarsi con perfetti estranei, oppure che gli negano una trasfusione di sangue, a causa di un Credo religioso. Pensa a tutti gli omosessuali, uomo o donna, che si sono suicidati nel corso della storia a causa della mancata accettazione da parte della società e della famiglia.

Certo, il metodo va anche bene, il fattore preoccupante sono le intenzioni che stanno dietro l'educatore. Intendo ciò che l'educatore vuole far fare al figlio. Ogni genitore non si rende conto della responsabilità che comporta l'educare un essere umano. Tutto quello che faranno i genitori, tutti i loro errori, i loro preconcetti, vizi, difetti, verranno trasmessi in modo attivo o passivo alla prole, che loro lo vogliano o no. Voglio farti un piccolo esempio, anche se un po’ forte, per farti capire meglio di che cosa sto parlando. Nei primi anni Novanta, nella California meridionale, è stato fatto un esperimento su cento persone dai venti ai cinquant’anni. E’ stato organizzato un banchetto in cui, divisi in diversi tavoli, le cavie hanno mangiato e bevuto. Dopodiché è stato somministrato loro una bevanda contenente una parte di lassativo e un’altra di diuretico. Sono stati divisi in singole stanze comprese di box doccia, asciugamani, fazzoletti ed una sedia. Dopo pochi minuti tutte le cavie hanno espresso il bisogno imminente di usare un gabinetto, ma gli è stato negato. Gli studiosi dissero loro che potevano farla semplicemente lì, dove si trovavano. Nessuno poteva vederle. Erano chiuse in stanze prive di telecamere, con tutto il necessario per pulirsi. Loro comunicavano tramite un piccolo microfono. Gli scienziati le hanno lasciate ancora una decina di minuti, infine consentirono a chi ancora era in attesa di andare alla toilette. Sai quante persone si sono lasciate andare defecandosi nei pantaloni, anche se in totale privacy su cento persone?

Nessuna.

Nessuno di loro è riuscito a lasciarsi andare senza gabinetto, sai perché? A causa dei nostri genitori. Appena nati, non si ha il senso della società, non si riesce a capire se una cosa è fuori luogo. Guarda i cani. Quando un cane viene portato fuori si fa per caso qualche problema a farla in mezzo a tutti? Ed un bebè, anche se in braccio, si crea qualche complesso a fare quel che deve fare? No, fino a quando i suoi genitori non gli inculcano che è una cosa molto brutta e sbagliata. Quelle cento persone non sono riuscite a lasciarsi andare, cercando di controllare all’estremo un atto naturale, solo per la mancanza di un gabinetto. Gli studiosi non gli hanno certo detto di farsela per forza nei pantaloni. Avrebbero potuto accovacciarsi nel box doccia o in un angolo, eppure nessuno ci ha pensato. Credo che non sia da molto che esista il gabinetto per cui è lecito chiedersi, ma prima come facevano? Questo è l’ennesima prova che non esiste potere più grande per la mente umana del giudizio dei genitori. Loro debbono capire che i figli non sono una loro reincarnazione, non devono vivere la loro vita ma la propria perché ciò che è indispensabile per un genitore può essere atroce per un altro. Se in Italia un padre cerca di obbligare la figlia a sposare uno sconosciuto, magari molto più grande di lei, può rischiare anche il carcere mentre in altri posti del mondo sarebbe eletto padre dell’anno. Quindi attenzione quando loro rispondono “Faccio solo ciò che è bene per mio figlio”, sono in errore. Loro fanno ciò che sono stati programmati a pensare sia bene per il loro figlio. E la prova migliore è la disuguaglianza di credenze sul miglior modo di crescere un bambino.

Purtroppo, col tempo, questo comportamento, insieme ad altri fattori, ci ha spinto a pensare e agire tutti allo stesso modo. Anche il modo di trasgredire oramai è uguale per tutti. Vai in discoteca un Sabato sera e getta un’occhiata in pista. Osserva i giovani “alternativi” che si divertono e ballano. Lo fanno tutti allo stesso modo, si muovono allo stesso modo, vestono allo stesso modo. E non venite a dirmi che è la moda, perché nell’alta moda non esiste un capo uguale all’altro, quindi per quale motivo io dovrei andare in giro vestito uguale a migliaia di persone? I vestiti identici hanno un altro nome, non si chiamano capi di moda, ma divise.

Molti si chiedono perché la gioventù del 2000 si lascia andare così tanto alle droghe e all'alcol... L’unico motivo è questa voglia di essere se stessi, ma a causa del parere altrui si ha bisogno di stordirsi con alcol e droghe in modo da potersi liberare dalle catene della società e vivere, almeno per una notte, riflettendo ciò che si è realmente. A causa di questa cecità causata dalle nostre menti da pecore, abbiamo assimilato informazioni come verità assolute. Se invece ci fermassimo a riflettere su alcuni argomenti , aprendo la nostra mente, potremmo trovare molte contraddizioni. Prendiamo come esempio la guerra in Iraq. Senza entrare nei particolari di chi ha nascosto bombe, e, sempre se c’erano, chi ha dato queste bombe, vorrei solo delineare l’idea di come c’è stata raccontata. In poche parole, noi, “Stati settentrionali” siamo stati attaccati da quei “cattivoni” del Medio Oriente. Le Twin Towers, simbolo del mercato azionario americano, sono crollate e da questo avvenimento è iniziata una ricerca assurda sull’ormai famosissimo Bin Laden. Dopo poco tempo però, si è deciso invece che era indispensabile salvare l’Iraq da Saddam Hussein facendo partire la guerra vera e propria. Ripeto Riccardo, non voglio chiarire i motivi della guerra, se mai ce ne sono stati. Vorrei solo smantellare l’idea che hanno ormai quasi tutti, e cioè che noi siamo i buoni e loro i cattivi, perché se è vero che le vittime della Torri non c’entravano niente con il conflitto, tanto meno c’entravano le centinaia di bambini iracheno sventrati dalle bombe a grappoli. E non dimenticarti che, a causa di questa guerra, nelle nostre città, non esistono più alcuni edifici, aerei, bus, o tratti della metropolitana o della stazione. Da loro, invece, non esistono più le città. Non cadere anche tu nell’inganno ed inizia ad accettarlo, ciò che i Telegiornali dicono non sempre corrisponde alla realtà dei fatti, “Notizia Ufficiale” non significa per forza di cose “Verità Assoluta e Innegabile”. Sono sicuro che in questo momento starai pensando che già lo sapevi, che non sei così stupido da credere a tutto ciò che si dice in televisione o sui i quotidiani. Tutti rispondono così, ma tutti continuano lo stesso a credere a ciò che viene loro raccontato. Quello che segue è un classico dialogo:

 

Giornalista: La bambina è sparita da due giorni. ormai i sospetti, anche senza nessuna prova, ricadono sul padre della piccola.

Lei: Hai sentito della bambina sparita?

Lui: No, che è successo?

Lei: Non so con esattezza, nessuno lo sa. Ma di sicuro è stato il padre.

 

Probabilmente ti fa sorridere, ma è esattamente così che molte persone sono state accusate ingiustamente, che molte popolazioni sono state additate e discriminate sulla base di nulla. Quindi la prossima volta che senti una notizia, rifletti bene su ciò che ascolti e soprattutto su ciò che riporterai in seguito.

Prima di tutto libera la tua mente da tutti i pregiudizi. Soprattutto libera la mente dal tuo passato, da tutti quei rancori che ti trascini chissà da quanto tempo. Il presente è l'unica cosa che sia mai esistita e che mai esisterà.

Molti di noi soffrono perché spendono un'enorme quantità di energia pensando alle cose che avrebbero potuto o dovuto fare. Oppure rimangono invischiati nelle fantasie e nelle paure del futuro , di quello che potrebbe o non potrebbe riservargli, perdendo di vista il presente. Quello che tu cerchi può solo essere sperimentato nel presente perché il presente è l'unico tempo che esiste. Imparare a vivere nel Qui e nell'Ora è fondamentale.

La seconda regola è lasciare andare la paura.

Nella nostra realtà vivono solo due emozioni; l'Amore e la paura. Lascia andare la paura che c'è in te e non resterà che l'Amore. Noi viviamo in un mondo in cui si dice che in determinate circostanze è legittimo ferire una persona. Un mondo che ci incoraggia a sentirci colpevoli, a punirci e a nutrire sentimenti. Un mondo che crede che ognuno di noi debba decidere chi è colpevole e chi innocente. Io ti dico invece che in questo mondo è possibile vivere come se esistessero solo due emozioni: l'Amore e la paura. Cerca di riprogrammare la tua mente. Insegnale a credere che esistono solo persone amorevoli o persone impaurite, che ti gridano la loro richiesta d'aiuto e di Amore. Il risentimeno, la rabbia, la gelosia, l'invidia, la cattiveria, l'egoismo, l'arroganza, l'odio, non sono altro che forme di paura inespressa... pensaci bene. D'ora in poi, invece di considerare che una persona ti stia attaccando, puoi scegliere di sentire che in realtà è piena di paura e ti sta chiedendo aiuto. Prega per loro e cerca di riposare nella pace assoluta. Ogni istante ha una sua immobilità nella quale puoi scegliere di vedere le cose come sono realmente e di riposare in pace fin da quel momento. Ricordati che tu sei ciò che pensi. Assolutamente non cadere nell'inganno della paura. Quando ascolti la voce dell'Ego, vedi le cose attraverso il filtro della paura. Vedi un mondo che ti intimorisce, e questo ti fa sentire vittima ansiosa e spaventata.

Tu non sei chi credi di essere. Gli altri non sono chi credi che siano. Tu non sei Mario Rossi o Laura Cesella, tu FAI Mario Rossi, tu FAI Laura Cesella, ma tu sei Amore, come lo sono io. Tutti noi siamo diverse espressioni della stessa cosa. Io posso ferire Mario, posso tradirlo, posso offenderlo o farlo arrabbiare. Se tu riuscissi però un giorno a distruggere ciò che sei e a lasciare solo che l'Amore si diffonda in te, io cosa potrei fare? Si puo' ferire l'Amore? Lo si puo' far arrabbiare? Certo che no.

L'Ego è uno strumento usato per farci dimenticare che noi siamo in realtà la stessa cosa. Prendi per esempio un albero... l'Amore sono le radici, noi siamo le foglie. Improvvisamente ci dimentichiamo di essere foglie e crediamo di essere Riccardo, Lucia, Sara. Cosa succede? Iniziamo a sentirci divisi, non più parte di un'unica creazione. Ci sentiamo soli e deboli e indifesi. Sentiamo di aver bisogno di lottare per farci avanti. Ci sentiamo divisi da qualcosa e allora cerchiamo la nostra metà con la scusa dell'amore instaurando relazioni-prigioni quando in realtà l'unico posto dove dovremmo essere è proprio dove siamo, l'unica cosa che dovremmo essere è proprio quello che siamo.

Per liberarti dalla schiavitù del passato, come prima cosa, è indispensabile che perdoni tuo padre e tua madre.

Ognuno ha dei rimorsi nei confronti dei propri genitori, anche di lieve entità. Loro sono le persone più difficili da perdonare. Il mio invito è di farlo il prima possibile in modo serio e completo. Perdonare non vuol dire giustificare o condividere determinati comportamenti, ma più semplicemente indica la volontà di vivere nel presente dimenticando il passato, specialmente se doloroso. Ricordati che per quanto siano gravi i torti subiti da loro forse avresti fatto lo stesso anche tu in situazioni analoghe. Cerca di capire e di credere che i tuoi genitori abbiano fatto del loro meglio, basandosi suelle loro esperienze precedenti, spesso difficili e cariche di dolore.

Spesso crediamo di essere arrabbiati per un motivo recente, mentre è soltanto la proiezione di un conflitto non risolto del passato. Quando una persona o un avvenimento ti irritano, può essere utile cercare dentro di te per vedere se non ti stai aggrappando a sentimenti simili derivanti da esperienze passate. Prova a chiederti quando hai provato per la prima volta quel determinato sentimento e scoprirai chi o cosa non hai perdonato. Il perdono del passato è necessario per vivere completamente nel presente. E come ti ho già detto, è solo nel presente che potrai sperimentare quello che stai cercando. Quando una persona ti irrita invece di vederla come una scocciatrice, vedila come una maestra di pazienza e Amore. Senza di lei non potresti mai sperimentare la tua pazienza e il tuo Amore. Tu sei Amore, e l'Amore non si puo' irritare, l'Amore non ha fretta.

 

Lo so, non è facile, ma provaci. In futuro, quando starai male, non concentrarti sul dolore stesso ma concentrati sul fatto che riesci a sentirlo. Chi è che sta soffrendo? Tu? Ma come fai a soffrire e a sentire che stai soffrendo contemporaneamente?

Capisci cosa intendo? come faccio io a soffrire e a capire che c'è della sofferenza allo stesso tempo? Una delle due cose è solo un'illusione...